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Problemi del sonno e dell'addormentamento

Dormire fa parte della crescita normale e anche periodi di difficoltà del sonno possono rientrare nella normale maturazione.

Divenire via via più consapevoli di se stessi o della relazione esistente fra i genitori, può, ad esempio, provocare stati di ansietà passeggeri che rendono difficile il sonno del bambino o che possono provocargli degli incubi.

I neonati dormono molto, ma ben presto riescono a stare svegli per periodi più lunghi che non saranno solo impegnati ad alimentarsi, ma anche ad essere accarezzati dalla mamma, a guardarsi, sorridersi, a "parlare" con lei.

Anche gli stati di ansia del 2° anno di vita, che provocano in molti bambini incubi e paure, sono segnali del processo di maturazione mentale e della immaginazione creativa del bambino.

Intorno al 3° anno di età i bambini chiamano spesso i genitori dopo essere stati messi a letto o esprimono la paura del buio: è una fase normale nello sviluppo infantile e può essere legata alla consapevolezza della progressiva autonomia rispetto ai genitori.

L'ingresso nella scuola materna, l'affidarsi a figure adulte diverse (la maestra) avvengono infatti in questo periodo; forse andare a letto ed addormentarsi può rappresentare un altro distacco dai genitori. Incubi e terrore notturno.

Spesso i bambini hanno degli” incubi” . Questi i sono sogni spaventosi che in genere provocano il risveglio e vengono ricordati come una esperienza intensa e ovviamente negativa. Spesso contengono sentimenti forti che il bambino ha dentro di sé e che non riesce a riconoscere.

L'incubo, in quanto versione spaventosa del sogno, può essere un'opportunità di esprimere ed elaborare i conflitti e le ansie della vita quotidiana.

Sono frequenti nella prima infanzia e si possono acutizzare nei periodi di stress e nei passaggi evolutivi. È importante che i genitori ascoltino il racconto di un "sogno brutto" aiutando il bambino a sostenere le emozioni da esso provocate, evitando di banalizzarne il contenuto.

Il terrore notturno è un'esperienza diversa dall'incubo, è un risveglio in preda al panico, accompagnato spesso da grida ed agitazione motoria, di cui il bambino in genere non ha ricordo.

Come un incubo però può essere influenzato da fattori ambientali ed emozionali

È opportuno, così come per tutti gli altri aspetti della crescita, accompagnare l'evoluzione del sonno del bambino contenendone i lati emotivamente più forti, ponendoci in una posizione elastica, ma fungendo al tempo stesso da elemento regolatore.

Come per gli altri comportamenti, infantile , risulta utile fornire un confine e dare una regolarità alle abitudini rispetto alla fase di “addormentamento” , queste abitudini aiutano il bambino a sentirsi accudito e dà continuità alle sue esperienze (del giorno come della notte).

Chiediamoci sempre, di fronte ad una modifica delle abitudini circa il sonno, quale possa essere l'elemento di "disturbo" (un passaggio? una nuova esperienza? un evento inatteso?).

Qualora una difficoltà nella sfera dell'addormentamento e del sonno dovesse permanere a lungo nel tempo o assumere dimensioni incontrollabili tanto da ostacolare il sereno svolgersi della vita del bambino e della famiglia, o anche soltanto se i genitori dovessero sentirsi stanchi, confusi e senza risorse, potrà essere utile consultare uno psicologo dell'età evolutiva.



Disturbi Psicologici infantili


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