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Perdite, separazioni, lutti

Vedere un bambino che soffre è  sempre disarmante. .

L’istinto di noi adulti , in particolare l’stinto materno,  è  sempre quello di proteggerlo,  di  fare da scudo quando la vita minaccia di ferirli e di farli soffrire.

Potendo scegliere, la maggior parte  degli adulti normalmente, se ne avesse il potere, si  accollerebbe ogni dolore del proprio  bambino, sia esso dolore  fisico  che sofferenza  emotiva. I bambini sono maggiormente vulnerabili alle esperienze dolorose rispetto ad un adulto  e per questo motivo   hanno un bisogno “vitale” di adulti di riferimento che siano in grado di proteggerli e accompagnarli verso la guarigione delle  ferite che, potrebbero subire durante la loro  l’infanzia.

Nell’età evolutiva alcune esperienze negative possono andare a “disturbare” lo sviluppo psicologico ed emotivo del bambino e  o la costruzione dell’immagine e  della “autostima.

I bambini, purtroppo,  non sempre sono in grado di realizzare quanto stia accadendo loro, né tantomeno di riconoscere le conseguenze di un evento traumatico su di loro,  non avendo adeguati strumenti per contrastare questi problemi.

A volte le conseguenze di questi traumi sono facilmente riconoscibili anche dai genitori o altre persone che frequentano il bambino che ha subito un trauma , altre volte  invece rimangono segretamente inconfessate fino all’età adulta  se non,  addirittura , per tutta la vita.

Sarà sempre difficile,   per il bambino, pronunciare  la parola  “trauma emotivo”  in quanto questo significa doversi confrontare con una esperienza dalla quale ne è uscito in qualche modo con vissuti  per lui molto dolorosi e laceranti :  vissuti che possono essere di   giudizio, di   paura, di  pericolo, di tristezza, di  rabbia o colpa e soprattutto di “sopraffazione”.

In un particolare momento della  sua vita,  qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto  essere rispetto a quanto si sarebbe aspettato.

Questo può verificarsi  ad esempio  nell’esperienza scolastica  es. umiliazione subita di fronte ai compagni di scuola, oppure nell’ambiente familiare  per la morte di una persona importante per il bambino, per situazioni quotidiane negative ripetute nel tempo, o per separazioni importanti come quella tra i genitori, anche un trasferimento in un’altra citta  o un trasloco possono rivelarsi eventi negativi ed essere vissuti in modo drammatico dal bambino..

Abbastanza frequente, purtroppo, è l’essere coinvolti o anche essere solo testimoni di violenze e/o aggressioni verso persone che sono importanti per il bambino (violenze domestiche).

Le conseguenze di un trauma non adeguatamente elaborato in un bambino possono evidenziarsi attraverso problemi comportamentali o relazionali, oppure col manifestarsi di problematiche dello sviluppo rispetto alle consuete “tabelle di marcia”. Manifestazioni  molto frequenti sono la comparsa e lo sviluppo di sintomatologie fisiche protratte nel tempo che non riescono ad essere spiegate attraverso il ricorso all’indagine medica, oppure comportamenti   regressivi  a stadi precedenti di sviluppo, come tornare a fare pipì a letto quando da mesi o anni non accadeva più.

Rivolgersi ad uno psicologo esperto dell’età evolutiva,  specializzato in psicoterapia, può  sicuramente aiutare il bambino a ripercorrere ed elaborare costruttivamente l’evento traumatico.



Disturbi Psicologici infantili


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